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01/01/2008 ANNO NUOVO... Lo slogan è: new year new Granada304...o forse è meglio a new page with the new year o se no, boh, la pubblicità non è il mio forte...ufff...vabbè comunque la nuova versione della pagina è on line..._________________________________________________ 01/01/2008 NUEVO AÑO...El eslogan es : new year new Granada 304...o talvez sea mejor a new page with the new year o, bueno no sé, la publicidad no es lo mio...ufff...bueno, de todas formas la nueva versión de la pagina está en la red...______________________________________________ 24/12 MUCHO CIOCOLATE Y MUCHO CAFÉ. Intento escuchar nueva música, en la Mtv dan un par de cositas gway. Intento también estudiar un poco, hablar con mis amigos, meterme al dia sobre los problemas italianos:la politica es siempre asquerosa aqui, a la tele estan siempre las mismas caras y el fútbol es una prioridad. Intento entonces estar con mis padres, me voy por el centro, hace frio, ayer llovio, intento cubrirme pero ya estoy refriado (ayi, querida Las Palmas, estás tan lejos de aqui...), leo Internazioneale, he visto un par de pelis intratenidas: Las manzanas de Adamo y el Hombre que no estaba, intento también ir a dormir pronto para levantarme tarde pero me sale mejor el revés...intento entonces hacer 1000 de cosas distintas acompañado siempre de un buen café y un trozo de ciocolate...______________________________________________ 24/12ANCORA TROPPA CIOCCOLATA E TROPPO CAFFE'. Provo ad ascoltare musica nuova, su Mtv danno un paio di cose orecchiabili. Provo pure a studiacchiare un po', a parlare coi miei amici, a tenermi aggiornato riguardo ai problemi italiani:la politica fa sempre schifo da ste parti, alla tele ancora c'è Baudo e il calcio è sempre una prerogativa. Provo pure a scrivere un po',a stare coi miei, mi faccio un giro per il centro, fa freddo, ieri è piovuto, cerco di coprirmi ma mi sono raffreddato (ayi querida Las Palmas, estas tan lejos de aqui...), leggo Internazionale, ho visto un paio di film interessanti: Le mele di Adamo e L'uomo che non c'era, cerco di andare a dormire presto per svegliarmi tardi ma mi riesce meglio il contrario...provo, insomma, a fare 1000 cose diverse accompagnato spesso da un caffè e un pezzo di cioccolata enorme..._____________________ 24/12TROPPO CAFFE'E TROPPA CIOCCOLATA. Arrivare a Roma con un volo diretto è una sensazione nuova e piacevole. Stavolta ho avuto la fortuna di raggiungere casa in poche ore. Sono fortunato perché vivo le rivoluzioni tecnologiche sulla mia pelle, uso i software più moderni, volo, so cos'è un treno, una nave, so cosa succede dall'altra parte del mondo, parlo più di una lingua e posso comunicare con molta gente...insomma so cosa succede intorno a me e pure quello che non sta proprio intorno a me, mi sento parte di un progetto enorme che è quello europeo, mi sento Europeo e mi sento molte altre cose e posso gridarlo senza conseguenze...rifletto queste cose perché qualche giorno fa al lavoro un ragazzo mi ha chiesto da dove venivo, se nel mio paese la gente guidava l'auto per andare a casa, se era lontano e come ci arrivavo laggiù, mi ha chiesto come potessi vivere così lontano dai miei amici e dalla mia famiglia e tante altre cose che, oltre a darmi nostalgia, mi hanno fatto pensare all'immensità del mondo e al nostro essere piccoli e insignifanti molecole, parti di un sistema di cui non conosciamo le sfumature, ma nemmeno i colori nitidi, di cui ignoriamo molti meccanismi, perché siamo sicuri che la nostra costruzione della realtà sia la vera e unica e giusta. 19/12 EL AMIGO DE CHOI.Ho conosciuto un amico di Choi, qui a Granada. Mi ha chiamato al telefono dicendo "sono un amico di Choi, ci prendiamo un caffè? al Toma Candela alle 6, Oki?a dopo". Si occupa anche lui di immigrazione e penso d'averlo ricuonosciuto in qualche foto vista in casa di Choi. E' un uomo sui 50, particolarmente goffo e brutto, conosce bene la storia e ha una memoria incredibile, suppongo che la natura gli abbia dato un cervello superiore alla media. Mi parla di Roma e, mentre osserva a fondo tutte le donne che entrano nel bar, mi descrive con meticolosità degli angoli della città che faccio fatica a ricordare. Gli dico che vado tra poco e lui mi chiede di portargli un po' dell'essenza della città, annuisco senza capirci molto...è un amico di Choi d'altronde...le persone a volte ancor prima di esser riconosciute per nome semplicemente sono "amiche di...". Non ricordo il nome dell'amico di Choi, anche se lui me lo ha accennato stringendomi la mano... 19/12 GOING HOME.15 giorni per aggiustare un po' di cose, computer in primis, riposare e soprattutto per dedcare un po' di tempo agli affetti famigliari...15 giorni per staccarmi da Granada e per ricaricare il cervello con idee nuove...hasta luegooo
11/12CHIODOSCHIACCIACHIODO.chiodoschiacciachiodo chiodoschiacciachiodochiodoschiacciachiodo chiodoschiacciachiodochiodoschiacciachiodo chiodoschiacciachiodochiodoschiacciachiodo chiodoschiacciachiodo ...aprendo a olvidar... _________________________________________ 08/12 STRALCI DI LETTERE DI CHOI. DI CHE COLORE E' IL SILENZIO? E' nero, anzi no, è blu scuro. Però non come il cielo di questa notte senza stelle, no. E' come un cielo blu di un paesaggio notturno di Van Gogh. Attendo che le voci del mattino mi facciano dimenticare il silenzio e questo carcere, queste mura che mi hanno tolto i polmoni per respirare, questa gente che mi priva di una speranza...Penso a quell'amore giovane che mi dava gioia (tante vite fa) quando una vita ce l'avevo, fuori di qui. Di quell'amore conservo poco: gli errori di quando si è giovani, l'odore fresco e il rumore...il silenzio allora non esisteva. _________________________________________ 08/12 CHOI S'E' INNAMORATO! Mi ha chiamato in piena notte per dirmi che ha provvisoriamente perduto la testa. Dice che si è innamorato del mare che sente dal suo balcone, del vino che gli ho portato l'ultima volta che ci siamo visti e di una donna dagli occhi scuri e profondi. "Choi, possiamo parlarne domani, con più calma? èh, che stavo dormendo..." Ahi, caro Choi! e io che pensavo che alla tua età queste cose già non succedevano...Mi ha chiesto come stavo e io con sincerità gli ho detto che "aspetto". Gli ho raccontato che sto preparando alcune cose ma che attendo la fine dei preparativi e l'inizio dei progetti e che da quando sono tornato non faccio altro (che prepararmi). Vorrebbe parlarmi d'altro, lo so, invece mi racconta di un anno (tanto tempo fa) in carcere, dell'attesa di evadere e del bisogno di sentirsi vivo e libero e soprattutto di una compagno che l'aiutò a superare l'attesa sognando, raccontando storie e inventando un futuro. Quest'amico gli raccontava a volte la storia di una famiglia che aveva deciso di vivere l'attesa della scarcerazione del figlio costruendo una casa vicino all'istituto penitenziario dove si trovava. Durante l'attesa della liberazione erano riusciti a costruirsi un piccolo appartamento e soprattutto ad aiutare altre famiglie a costruire altre case, vicine al carcere. Con gli anni, molte famiglie che avevano parenti e amici in carcere costruirono una casa intorno al carcere finché poco a poco si edificò una città intera. Col tempo gli abitanti iniziarono a lavorare nella prigione e infine un giorno, il direttore del carcere ( parente anche lui di un carcerato e sindaco della città) decise di liberare tutti i prigionieri e di trasformare il carcere in una scuola e in un teatro, e il giardino in un grande parco. Furono costruite altalene e giostre per i bambini, campi di calcio e piste per correre. Col tempo dimenticarono l'origine di quel posto e allora i ragazzi nella scuola non credevano al vecchio professore che sosteneva che quelle classi, in precedenza, erano state celle e quelle mura un carcere...Come spesso mi accade con Choi, ci metto un po' a capire il significato delle sue storie, questa volta non penso ce ne sia uno. Lo richiamo per avere spiegazioni e lui dice che non c'è morale, ma che la storia secondo lui è servita a distogliermi dall' attesa, dai preparativi che ultimamente mi occupano il cervello...Mi chiede, quindi, se ho letto le lettere che mi ha dato e ammetto che ancora me ne mancano un bel po', e mi parla infine dell'esistenza di una splendida donna che gli ha rubato il cuore quella stessa sera, mi racconta della cena, del rumore dell'oceano e dell'ottimo vino italiano che hanno bevuto con passione. Mi confessa perciò, che non dormirà stanotte (per questo mi chiama) e che anche lui "aspetta" qualcosa, espera volver a ver esta bella mujer que le rompiò el corazon e che nell'attesa ricorda con piacere quell'anno in carcere e le sue storie... _________________________________________ 07/12 TODO IRÁ BIEN. He vuelto a Granada desde hace dos meses y siento que no consigo parar los pies en el suelo, que ya tengo que volver a partir...ha sido un periodo de transicción y sobretodo de preparación, para algo que me espera y que espero sea bello. No me ha dado tiempo para pasear bajo la Alhambra y tampoco para respirar el frio, que viene desde la Sierra Nevada. No me he parado a ver fuera, porque dentro mi cerebro se agitan las cosas que voy preparando, mis ideas buscan un sitio para sentarse...mientras, me repito que todo irá bien. _________________________________________ 07/12 TODO IRÁ BIEN. Sono a Granada da due mesi e mi sembra di non riuscire a impiantare bene i piedi nel terreno che devo ripartire...E' stato un periodo di transizione e soprattutto di preparazione a qualcosa che spero sia bello. In questo tempo sono tornato a Las Palmas e a Roma e qui a Granada non mi sono mai fermato, neanche per passeggiare sotto l'Alhambra o respirare il freddo che scende dalla Sierra Nevada. Sto preparando nuovi lavori, una pagina nuova, un po' di progetti che frullano qua e là nel cervello in cerca di un posto...todo irá bien _________________________________________ 4/12 CHILI CON CARNE. Oggi le strade che rincorro con la bici sono rette e infinite, fatico ma avanzo e prendo velocità, le curve non esistono, sono finite chissadove. mani in preghiera davanti ai miei occhi, dolce e nera la speranza mi accompagna, sono sogni allucinati ma sono adrenalina che fa bene al mio corpo magro e lungo. (atrevete a pintar mis pensamientos, anda...) acqua limpida dal sapore dolciastro mi disseta in questa terra fredda e asciutte sono le mie labbra, dime lo que quieres, dime lo que tienes... _________________________________________ 30/11 QUO VADIS? Sentado en un bar hablamos de cómo decirnos adiós. Dónde voy? Sentado en un bar no puedo ir a ningún lado...te levantas y mis sueños te siguen dejándome allí...en el Bohemia, la música es jazz y el ambiente lleno de humo, intento levantarme pero frente a mi el "Quo Vadis?" de Sienkiewicz me bloquea...Sentado intento pensar un poco más. El humo me entra dentro mientras que tú sales fuera (de mí)... _________________________________________ 30/11 QUO VADIS? Seduto in un bar parliamo di come dirci arrivederci. Dove vado? Seduto in un bar non posso andare da nessuna parte...ti alzi e i miei sogni ti seguono lasciandomi lì...nel Bohemia la musica è jazz e l'ambiente pieno di fumo, provo ad alzarmi ma davanti agli occhi il Quo Vadis? di Sienkiewicz mi blocca.Seduto, provo a pensare un altro po'. Il fumo mi entra dentro mentre tu esci fuori... _________________________________________ 30/11 LE LETTERE DI CHOI. Ho iniziato a leggere le lettere che il signor Choi mi ha passato a Las Palmas. Sono circa un centinaio ma sono interessanti. Sono state scritte da persone che stavano in carcere o in centri di permanenza per immigrati e in generale da persone con cui Choi ha parlato e desiderato in qualche modo aiutare. Mi ha chiesto se ricordavo la storia delle "chiavi della felicità" e io ho annuito. Mi ha detto quindi che queste persone cercavano le chiavi e che lui gli ha insegnato il modo per trovarle...quello che non mi ha detto è quanti di loro l'hanno trovate, le chiavi... Provo a chiamare Choi ma la sua segretaria dice che mi parlerà solo quando avrò terminato di leggere tutte le lettere...provo a mentire ma non funziona... _________________________________________ 28/11PALBRAS las que faltan pa descrbir el frio entre nosotros dos... _________________________________________ 19/11 NUN DEVI STA COSI'. Se capissi fino in fondo le dita che sbattono sopra il tuo computer cosa vogliono trasmettere ti consiglierei di lasciar perdere, che tanto tutto si risolve, come m'ha sempre detto mio padre, che tanto sti giorni tristi di pioggia non fanno altro che aprire la strada al sole che combatte tra le nuvole...Ti consiglierei di non fermarti perché è meglio scappà che arrendersi di fronte a un posto che non ti sa amare...Ti consiglierei di provare a volare in alto come l'albatro famoso perché è meglio volare alto e far finta di niente; in fondo il nostro mondo è più puro, più bello, seppur non è il mondo vero...Ti consiglierei infine, di ascoltare i miei consigli ma di non dirmelo, di non confessarmi che pure tu, come me, ha preferito fuggire piuttosto che restare... _________________________________________ 18/11 DE VUELTA. Attendo l'aereo che mi riporta a Malaga. Da lì poi fino a Granada. Non ho avuto il tempo per tuffarmi nell'oceano, per andare all'Ibex, passeggiare dall'Auditorio all'Isleta, salutare Dom, fare colazione alla alla Talega e mille altre cose...ho avuto il tempo per discutere del documentario, parlare con Choi, vedere sorrisi che non vedevo da un mese, chiacchierare seduto al +39, andare al Charleston e mille altre cose... ________________________________________ PROYECCION DOCUMENTAL CAMINO A SAN BORONDON VIERNES 16 NOV CHARLESTON CAFE C/BUENOS AIRES (TRIANA) 22 HORAS LAS PALMAS GRAN CANARIA ________________________________________ 15/11 CAMINANDO. Oggi primo atto. Giornata luuunga. Abbiamo proiettato il documentario 2 volte. La prima agli attori che hanno lavorato con noi alla realizzazione e in serata alla gente che assisteva alla "giornata solidale" in cui eravamo invitati. Todo bien. Domani proveremo a proiettarlo in un locale del centro e sabato altro evento...Las Palmas è la stessa. Un mese non l'ha cambiata. E' bella, umida e viva come un mese fa...ho sonno ma sto con Las Palmas solo 4 giorni e ho voglia di viverla a fondo... ________________________________________ 14/11 DENTRO LAS PALMAS. Sono arrivato alle 19, 18 qui alle Canarie. Non ricordavo d'aver provato la stessa sensazione arrivando a Gran Canaria. D'improvviso spunta un'isola dalle nuvole d'ovatta e l'aereo sembra penetrare dentro le sue insenature, entrarle dentro: le montagne sono i seni piccoli di una ragazza dalla pelle abbronzata come il colore della terra da queste parti, dal cielo vedo le serre, l'autostrada, immagino sorrisi e abbracci e momenti divertenti, quindi torno con lo sguardo dentro, scorgo il sorriso spento della hostess, deduco che stanotte non dormirà a Las Palmas, il piccolo aereo riparte per Malaga. La sua gonna blu è stropicciata dalle ore di viaggio che si sono accumulate. Seduto su una panchina ascolto i discorsi di un guppo di autisti: parlano delle loro famiglie. Aspetto Rocio, che arriva da Madrid. A quest'ora probabilmente inizia a scorgere dalle nuvole le insenature di Gran Canaria. ________________________________________ 14/11 PABLO PICASSO. El aeropuerto de Malaga es familiar, digamos que es como un camino que hacemos muchas veces y conocemos todos los puntos donde podría haber trafico, donde reconocemos los carteles que nos indican cuanto falta para casa etc...aunque sea solo un "no lugar" como muchos más, de alguna forma le tengo cariño a este aeropuerto, me recuerda las primeras veces que iba a Granada, aquellos dias largos que empezaban pronto por la mañana en Roma y se acababan en los brazos de la calle Arabial al atardecer, que me apretaba fuerte, porque una de las primeras sensaciones que recuerdo de la ciudad es el frio increible un diciembre de hace algunos años, en una casa sin calefacción y una noche iripetible en el Klimt y más y más y más cosas... ________________________________________ 14/11 PABLO PICASSO. L'aeroporto di Malaga mi è famigliare, diciamo che è come una strada che percorriamo spesso e conosciamo i punti in cui ci potrebbe essere traffico, dove riconosciamo i cartelli che ci indicano quanto manca a casa etc...anche se è solo un "non luogo"come tanti in un certo senso ci sono affezionato a quest'aeroporto, mi riporta alla mente le prime volte che andavo a Granada, quei giorni lunghi che iniziavano a Roma presto la mattina e finivano nelle braccia della calle Arabial al tramonto, che mi stringeva forte, perché uno delle prime sensazioni che ricordo della città è il freddo incredibile un Dicembre di qualche anno fa, una casa senza riscaldamento e una notte irripetibile nel Klimt e poi tante tante tante altre cose... ________________________________________ 13/11 DE CAMINO A LAS PALMAS. Vuelvo a Las Palmas. Presentamos el vídeo a un par de Jornadas que se celebran en las Canarias. Pienso en el trabajo hecho y me alegro de haber preferido la realidad de Las Palmas a otras. ¿Hubiera sido, a lo mejor, más lógico vivir el sur América, África u otros paises que no conozco de nada? No sé, pero estoy feliz de lo que he elegido y no miro atrás. Suramérica se queda otra vez alli, en el cajón de las cosas que haré mañana o pasado mañana o quien sabe cuando...mientras tanto me preparo, la mochila está alli donde la dejé hace dos semanas, ansiosa de llenarse de arena y sal... 13/11 ON THE WAY TO LAS PALMAS. Torno a Las Palmas. Presentiamo il video a un paio di Giornate che si svolgono alle Canarie. Penso al lavoro fatto y me alegro di aver preferito Las Palmas ad altre realtà. Sarebbe forse stato più logico vivere il sud America o l'Africa o altri paesi che non conosco affatto? Non lo so, ma sono contento della scelta e non mi guardo indietro. Il sud America rimane per un altro po' lì, nel cassetto delle cose che farò domani o dopodomani o chissà quando...intanto mi preparo, lo zaino è lì dove l'ho lasciato un paio di settimane fa, è ansioso di riempirsi di sabbia e sale... ________________________________________ 12/11 CARO CHOI. "Quanto tempo è passato Choi? Abbastanza per tornare a scriverti". Ho inviato una mail al signor Choi, semplice, 2, 3 righe per dirgli che tornavo a Las Palmas e perché. Mi ha risposto che mi deve parlare e lo vuole fare di persona. Dice che ultimamente sono morte tante persone nel mare, che le cose vanno male, che alla gente non importa nulla del nostro lavoro, che siamo come piccoli pesciolini senza senso, di quelli che finiscono nella bocca della balena senza che neanche se ne accorga. Mi è parso turbato. Ho chiamato la sua segretaria allora, lei mi ha confessato che sono giorni che non apre bocca, che non vuole parlare con nessuno perché è convinto che tanto, le sue parole sono inutili. Giovedì sera ha prenotato un tavolo per 3 da Camilo, su las Canteras. A me non fa impazzire mangiare pesce ma Choi non sa vivere senza andare almeno una volta alla settimana dal suo amico Camilo. Insomma, sono solo una buona scusa per mangiare del buon pescado fresco... ________________________________________ 12/11 SHORT AND TINY LOVE (SONG). Una notte ho sognato un cielo nero, una stella mi chiamava e mi sussurrava "svegliati". La stessa notte ho aperto gli occhi e la luna mi sorrideva. Tornato a letto t'ho abbracciato, tutta, ascoltando il consiglio della luna. La sua luce entrava dalla finestra e scopriva i tuoi nei. T'ho coperto con le mie braccia. Leggendo tra i tuoi nei ho trovato una chiave. L'ho presa e sono tornato a dormire, sperando di svegliarmi ancora quella notte... ________________________________________ 11/11 L'ALBERO SOPRA IL MOBILE. Le radici sono importanti. E' importante farle scendere giù, in profondità. E' importante non mettere un albero sopra un mobile perché non potrà mettere le sue radici nel suolo, penetrare la terra, vedere tanti piccoli vermicelli mangiare e nutrire le sue radici...davanti ai miei occhi una cartolina con un albero colorato disegnato poggia sul mobile sopra la tv. Guardo da vicino la cartolina e mi accorgo che l'albero poggia su un mondo disegnato più piccolo nella cartolina. All'interno del mondo un cuore rosso, grande quanto un continente, batte vita. E' importante guardare a fondo perché a volte le radici che poggiano su un mobile hanno radici profonde nella terra. Morale: i miei occhi osservano la realtà delle cose solo da vicino... ________________________________________ 10/11 VOLEVO SOLO DORMIRLE ADDOSSO. Mis pensamientos esta mañana me dan calorcito y fuerza, porque el otoño es frio, mi culo no aguanta sentarse sobre un pavimiento gelado y mi corazón por tanto, necesita de un motivo para salir fuer, al frio. Cogo mi camara y sigo rincones que conozco de memoria, no es un día para buscar nuevas calles, no, busco si en las paredes aparecen nuevas esccritas, nuevos carteles que me indiquen por donde ir (lejo o cerca, al frio o al calor?)...Querría solo dormirle encima, para echar (fuera) el frio y las incomprensiones, la estupida sinceridad en la cual ya no creo, la estupida sinceridad en la cual nunca habría tenido que creer... ________________________________________ 10/11 VOLEVO SOLO DORMIRLE ADDOSSO. I miei pensieri stamattina mi riscaldano e danno forza, perché l'autunno è freddo, il mio culo non sopporta sedersi su un pavimento gelato e il mio cuore poi, ha bisogno di un motivo per voler uscire al freddo. Prendo la mia macchina fotografica e seguo i vicoli che conosco a memoria, non è un giorno per cercare nuove vie, no, cerco se sui muri compaiono nuove scritte, nuovi cartelli che mi indichino dove andare (lontano o vicino, al freddo o al caldo?)...Volevo solo dormirle addosso, per cacciare (via) il freddo e le incomprensioni, la stupida sincerità a cui non credo più, la stupida sincerità a cui non avrei mai dovuto credere... ________________________________________ 7/11 I MIEI PECCATI DI GIOVENTU'. Pensavo a te e ai miei peccati di gioventù (tra cui ci sei anche tu). T'ho amato troppo per pensarci su e odiato troppo poco per capire che eri un peccato di gioventù. Adesso però che sono lucido, ora che te ne sei andata chiudendomi la porta, adesso che non m'ami più posso dirti che sei stata un errore di gioventù...Sei sulla lista dei buoni che non avrei dovuto amare e su quella delle persone a cui non ho saputo dire di no nemmeno una volta...adesso che sfoglio i miei ricordi sono consapevolmente felice dei miei errori, anche se non vorrei che nella lista ci fossi stata tu, perché in fondo non ammetto che sei stata un peccato di gioventù... ________________________________________ 2/11 CAMINO HACIA... El 15 de Noviembre presentamos "Camino a San Borondón" en la Universidad de Las Palmas de Gran Canaria. Me preparo para el evento. Me he cortado la barba, comprado un par de vaqueros nuevos y una camiseta de marca. Entonces he pensado que la barba en 15 dias habrá vuelto a ser larga y los vaqueros probablemente estarán sucios...a lo mejor la ilusión de ir me ha puesto un poco nervioso...una amiga mia, mientras tanto, está dibujando el cartel del documental, ayer me enseñó un par de bozetos y estaban guapisimos. Me ha comentado que ha visto el video mas veces para entender a fondo lo que queriamos transmitir y me ha dicho también que la musica de Naya se le ha metido en la cabeza, que ha pensado en un par de ideas y que las desarrollará...me imagino en Las Palmas colgando los carteles en las paredes de noche o gritando por la calle " que vengan todos a ver Camino a San Borondón"... ________________________________________ 2/11 CAMINO HACIA... Il 15 Novembre presentiamo "Camino a San Borondón" all'Università di Las Palmas di Gran Canaria. Mi preparo per l'evento. Mi sono tagliato la barba, comprato un paio di jeans nuovi ed una maglietta di marca. Poi ho pensato che la barba tra 15 giorni sarà di nuovo lunga e ruvida e i jeans probabilmente sporchi, forse mi sono fatto prendere dall'emozione. L'idea è la seguente: tappezzare la città di cartelli e proiettare il video 5 volte al giorno nelle multisale, o sennò mandarlo in loop per 3 giorni di seguito nella via più trafficata della città e grazie ad Internet mandarlo in contemporanea nel resto del mondo. Allora, vediamo cosa mi manca, ah si, principalmente un proiettore, potremmo prenderlo in prestito all'Università per esempio, i permessi del comune poi, ma questi in fondo non servono mai, poi poi poi, ah, capire il modo per vederlo contemporaneamente in tutto il mondo, tipo mondovisione, tipo la finale dei mondiali, mah, ci penserò, poi beh forse quello della multisala non è una grande idea, ufff, vabbé, insomma, forse dovrei ridimensionare un po' la mia idea, andiamoci piano. Una amica, intanto, sta disegnando il poster del documentario...ieri mi ha mostrato un paio di bozzetti ed erano davvero belli. Mi ha detto che ha visto il video più volte per farsi un'idea precisa di cosa volessimo esprimere e che la musica di Naya le è entrata dentro senza andar via, che ha pensato un paio di idee e che le svilupperà...mi vedo di notte tappezzando la città coi suoi poster o gridando la mattina "venite, accorrete tutti alla proiezione di Camino a San Borondón"... ________________________________________ 30/10 L'ASTRONAUTA. Oggi sto sulla luna ed è per questo che non riuscite a chiamarmi, a mettervi in contatto con me. E ci sono andato perché m'han detto che da quassù si vede tutto più chiaro. Ci provo ma finora ho scoperto solamente che anche le cose più grandi in verità sono piccole cose e che non siamo nulla comparandoci con l'infinità dello spazio. Che qua ci si sente tremendamente soli perché fa freddo e io non ho trovato il modo per scaldarmi e nessuno poi, con cui condividere il buio...chiudo gli occhi per distrarmi dalla solitudine e allora immagino la luna in alto a sinistra nel cielo nero, alcune stelle che però non ho mai saputo distinguere e i tuoi occhi che mi osservano sinceri... ________________________________________ 28/10 JAZZ. El ruido de las calles de Granada hoy me recuerda a Charlie Parker, a los de la Beat Generation y a los otros poetas que amaban la calle, el caos en la poesía, los desadaptados, los vagabundos llenos de historias...ahora que estoy en casa, con los pies fríos escribiendo a ordenador, repaso impresiones apuntadas sobre las caras que me he cruzado por la calle: occhi da orientale che raccontano emozioni, pelo rojo como el fuego que necesitaría para calentarme esta noche, caras distraídas, el amor en otoño...paredes blanco-sucio como la hoja que tengo en frente de mí y que me recuerda de escribir y escribir y escribir... ________________________________________ 28/10 JAZZ. Il rumore delle strade di Granada oggi mi fa pensare a Charlie Parker, alla Beat Generation e agli altri poeti che amavano la strada, il frastuono nella poesia, i disadattati, sbandati pieni di storie...adesso che sto in casa, coi piedi freddi scrivendo al computer ripasso impressioni che ho appuntato per la strada sui volti incrociati: occhi da orientale che raccontano emozioni, capelli rossi come il fuoco di cui avrei bisogno stanotte per scaldarmi, sorrisi rassicuranti, volti distratti, l'amore d'autunno...pareti color bianco-sporco come il foglio che ho davanti e che mi ricorda di scrivere e scrivere e scrivere... ________________________________________ 25/10¿DONDE ESTÁS QUERIDO CHOI? Ayer soñe que estaba en Las Palmas. Que me encontraba con Choi. A Granada el tiempo pasa en la búsqueda de mi futuro, en la búsqueda de cómo sobrevivir los próximos años, los próximos viajes, las inquietudes de siempre y los nuevos proyectos...Choi decía que la nostalgia te calienta en los días fríos y ayer estaba congélandome, decía que los recuerdos son fuego interior que ayuda a pasar el invierno, que las fotos del pasado te envejecen felizmente enseñandote algo que no vuelve, pero que se ha vivido bien, hasta el final. ¿Cuando se ha terminado definitivamente el verano? En el aeropuerto este martes Granada me ha acogido diciendome que no me preocupara: el invierno, largo, será dulce... ________________________________________ 25/10 WHERE ARE YOU, DEAR CHOI? Ieri sera ho sognato di esser a Las Palmas. Di incontrarmi con Choi. A Granada il tempo se ne va nella ricerca del mio futuro, di cosa fare e come campare i prossimi anni, i prossimi viaggi, le inquietudini di sempre e nuovi progetti. Choi diceva che la nostalgia ti scalda nelle giornate fredde e ieri sera gelavo, sosteneva che i ricordi sono il fuoco interno che ci aiuta a superare l'inverno, che le foto del passato ti fanno invecchiare felicemente mostrandoti qualcosa che non torna ma che è stato vissuto bene, fino in fondo. Quando è finita definitivamente l'estate? All'aeroporto martedì Granada m'ha accolto dicendomi di non preoccuparmi: l'inverno, lungo, sarà dolce... ________________________________________ 23/10 27 HORAS.Finalmente sono arrivato a Granada. Ho impiegato più di un giorno ma alla fine sono arrivato alle 3 del pomeriggio di un martedì come tanti. Ero partito il lunedì verso mezzogiorno. Lo sciopero all'aeroporto e una notte a Bergamo con una compagna di avventura/sventura con cui ho condiviso il pavimento freddo, le sedie su cui era impossibile dormire, due birre, un cappuccino, una busta di caramelle ai frutti esotici, un classico spagnolo: los lunes al sol e tanti discorsi e tanti silenzi, tutto questo sono state le 27 ore che mi hanno permesso di raggiungere Granada, gli amici, il lavoro, l'università, la pioggia di oggi, la mia nuova stanza, le facce nuove e quelle già viste per strada... ________________________________________ 19/10 D'IMPROVVISO L'AUTUNNO. M'è entrato nelle ossa, l'ha gelate. Ho freddo. Me ne sto nel letto aspettando che arrivi il sole a scaldarmi. L'autunno è arrivato quando ero nell'aereo per Roma oppure quando tornavo dalle Canarie, oppure non lo so, però m'ha sorpreso e ancora lo devo accogliere, ancora lo devo accettare e senza chiedere m'è entrato scavando nel corpo. Insieme all'autunno m'hanno distolto dai sogni: parole senza senso apparente, volti che non vedevo da secoli (come fugge il tempo) principi sconvolti perché non mantenuti, idee che non svilupperò perché le dimenticherò e una poesia di Kavafis su un amore finito...la leggo, rileggo e canticchio come una canzone pop. ________________________________________ 18/10 OGGI MI SENTO LIBERO. OGGI NON SONO LIBERO. Penso a te e questo non mi fa esser libero, gli uomini liberi vivon soli, una volta m'han detto, però il solo pensarti mi fa crescere ali per volare e dimenticare tutto e le ali son segno di libertà, m'han detto un'altra volta. Che cosa fare allora? Non so. Continuo a perdermi nei tuoi occhi in cerca di una risposta che non voglio trovare. ________________________________________ 18/10EXTRAÑANDO ALGO QUE (NO)OLVIDAREMOS. Una mia amica salutando l'isola ha cominciato a extrañarla, le mancherà come manca a me la spensieratezza, il colore della città che contrasta con quello del mare e viceversa, le mancherà il sole canario, il mare canario, dov'è il rumore dell'oceano? ancora non ho capito se mi diceva di andare senza guardare dietro o fermarmi lì, come han fatto tanti marinai. Loro però hanno visto tanti oceani e hanno imparato a capire cosa dicono. Devo viaggiare molto, girare intorno, scavare, scalare, nuotare e ritornare antes de entender che mi vuole dire l'oceano. ________________________________________ 14/10 DANTE ALIGHIERI, DIVINA COMMEDIA PURGATORIO, CANTO I, VERSI 40-48 "Chi siete voi che contro al cieco fiume 12/10 ECCE CHOI. Esta mañana me ha despertado el teléfono. Era temprano, quizás las 7, las 6 en Canarias. “¿Díga, quién es?” desde la otra parte una voz suave me pregunta si soy yo, a la que respondo molesto “sí, y ¿usted quién es?” “soy el señor choi, ¿ya no me reconoces?”. Efectivamente no lo había reconocido. Por tres motivos, diría yo: primero, por que eran las 6 de la mañana y me había acostado sólo algunas horas antes; segundo porque no he hablado nunca por teléfono con Choi; y tercero ¿quién le ha dado mi número? Me pregunta si molesta y si prefiero hablar más tarde, me lo pregunta sin esperar la respuesta y empieza un discurso articulado con preguntas difíciles y afirmaciones duras que no entiendo bien. Decido no escucharlo, aunque es imposible porque su voz me penetra en el oído… el señor Choi no ha tenido tiempo de saludarme y ya me pregunta cuando voy a volver a Las Palmas, me invita a su 60 cumpleaños y no sé decirle que no, me revela de dónde viene y lo que hacía antes de llegar a Las Palmas, de sus años en Oriente y de sus hijos a los que nunca ve, me habla de Nietzche, de Diógenes, y me recuerda no olvidar nunca, perseguir la verdad ________________________________________ 10/10 FONTANACHIARA. De vuelta a Granada me sorprendo de no ver personas bronceadas, en bañador o con piercing de colores en los labios... en Granada, cada callejón me recuerda un invierno que se acerca y me aleja del verano que ha acabo, que se ha pasado lento dejando la señal indeleble de las historias que he escuchado y las personas que he conocido… ________________________________________ 09/10 BACK TO GRANADA. No tengo tiempo de deshacer las maletas. El sábado vuelvo a marcharme… el sol frío, un bar de tapas en el centro, las caras familiares, los edificios naranjas que entreveo desde una ventana en las afueras, una casa nueva, las obras de la calle, las expresiones de la gente y muchas otras cosas me recuerdan a cada esquina donde estoy… ________________________________________ 07/10 GOING HOME. Dejo Las Palmas por algún tiempo. No sé cuándo volveré pero espero que sea pronto. Deberíamos presentar el video que hemos grabado sobre la isla y me gustaría hacerlo en persona. ¡Ah! El título del documental es “Camino a San Borondón”. Mi compañera de trabajo lo ha sacado de una vieja historia que habla de una isla que aparece y desaparece, que muchos juran haber visto pero de la que no se sabe nada, algo de lo que no se sabe mucho más de lo que cuentan las historias de la gente, la ilusión de la búsqueda, etc., el mío, sin embargo, no es un camino a San Borondón, es una vuelta a casa, pero, sobre todo, el inicio de un nuevo viaje. ________________________________________ 07/10 SENTIMIENTO NUEVO. Este fin de semana he visitado algunos sitios escondidos y auténticos de la isla. Durmiendo en la playa de Montaña Arena he tenido la sensación durante toda la noche de que me inundaba por la rabia del mar que ayer más que nunca montó un jaleo impresionante. Todavía no he entendido bien el ruido del océano, pero supongo que ayer me habló y me deseó buena suerte a su manera, rompiendo las olas con todas sus fuerzas contra las rocas a pocos metros de las tiendas de campaña. Nos hemos recorrido mitad de la isla y todavía tengo arcadas de las curvas que nos encontrábamos a gran velocidad con el Corolla color azulcieloporlamñanatemprano, aunque ha valido la pena porque he hecho fotos de paisajes encantadores y he reconocido a los buenos amigos. La banda sonora del viaje ha sido: los cd de Raffa: Battiato, El Cigala, algo de Dylan, Manu Chao… en mi cabeza sigo cantando Afterhours, 24 Grana y Moltheni. ________________________________________ 12/10 HACE FRIO. Mi cabeza no consigue olvidar el ruido del oceano, el viento fuerte y amable de las Canteras, el calor nunca demasiado caliente, el mar en todo los rincones, el color de las sonrisas sin pensamientos...y no lo consigue sobretodo porque mi cabeza se ha despertado fria por el fresco otoño granaino... ________________________________________ 12/10 HACE FRIO. La mia testa non riesce a dimenticare il rumore dell'oceano, il vento forte ma piacevole de las Canteras, il caldo mai troppo caldo, il mare ovunque, il colore dei sorrisi spensierati...soprattutto perché la mia testa si è svegliata infreddolita dal fresco autunno granadino... ________________________________________ 12/10 ECCE CHOI. Stamattina mi ha svegliato il telefono. Era presto, forse le 7, le 6 ora canaria. "Pronto, chi è?", dall'altra parte una voce leggera mi chiede se sono io, infastidito rispondo "sì e lei chi è?" "sono il signor Choi, già non mi riconosci?". Effettivamente non lo avevo riconosciuto. Per tre motivi direi: primo, perché erano le 6 del mattino e ero andato a dormire poche ore prima, secondo perché non ho mai parlato con Choi per telefono e terzo chi gli ha dato il mio numero? Mi chiede se disturbo e se preferisco parlare più tardi, ma lo chiede senza attendere risposta e inizia un discorso articolato con domande difficili e affermazioni dure che non capisco fino in fondo. Decido di non ascoltarlo, ma è impossibile perché la sua voce mi penetra dentro l'udito...il signor Choi non ha avuto il tempo di salutarmi, mi chiede quando tornerò a Las Palmas, mi invita al suo 60 compleanno e non so rifiutare, mi rivela da dove viene e cos'era prima di arrivare a Las Palmas, dei suoi anni in Oriente e dei figli che non vede mai, mi parla di Nietzche, di Diogene e mi ricorda di non dimenticare mai, di inseguire la verità e di aiutare i deboli che i forti o sanno fare da soli, sostiene che bisogna cambiare tutto, ma che abbiamo bisogno di tempo. Mi saluta domandandomi che simboleggia la parola "choi" nella sua lingua, confesso non saperlo e mi risponde una montagna, alta e difficile da scalare. Una volta arrivati sulla vetta tutto appare più chiaro. Choi mi vuol dire che ora che so chi è dovrei capirlo fino in fondo...ci salutiamo e mi addormento subito dopo. Mi sveglio alle 10 e 30 e corro al computer per scrivere tutto ma non ricordo più quello che ho sognato... ________________________________________ 10/10 FONTANACHIARA. Di ritorno a Granada mi sorprendo di non vedere persone abbronzate, in costume o con piercing colorati sulle labbra...a Granada ogni vicolo mi ricorda un inverno che s'avvicina e mi allontana dall'estate passata, andata via lenta lasciando il segno indelebile delle storie ascoltate e delle persone conosciute... ________________________________________ 09/10 BACK TO GRANADA. Non ho tempo per disfare le valigie. Sabato si riparte...Il sole freddo, un bar di tapas nel centro, dei volti familiari, i palazzi arancioni che intravedo da una finestra in periferia, una nuova casa, i lavori in corso, le espressioni della gente e tanto altro mi ricordano ad ogni angolo dove sono... ________________________________________ 07/10 GOING HOME. Lascio Las Palmas per un po'di tempo. Non so quando ci tornerò ma spero di farlo presto. Dovremmo presentare il video girato sull'isola e mi piacerebbe farlo di persona. Ah, il titolo del documentario è "Camino a San Borondón". Mi compañera de trabajo ha pensato il titolo rifacendosi a una vecchia storia che parla di un'isola che appare e scompare, che molti giurano d'aver visto ma di cui non si sa niente, un'isola che non compare sulle mappe ma che esiste nella testa di molti...il viaggio verso qualcosa di cui non si sa molto se non attraverso storie raccontate da altri, l'illusione della ricerca etc...Il mio invece non è un camino a San Borondon, è un ritorno a casa ma soprattutto l'inizio di un nuovo percorso. ________________________________________ 07/10 SENTIMIENTO NUEVO. Qesto fine settimana nell'isola ho visitato alcuni luoghi nascosti e veri. Dormendo sulla spiaggia di Montaña Arena ho avuto la sensazione tutta la notte d'esser inondato dalla rabbia del mare che ieri più che mai faceva un casino impressionante. Il rumore dell'oceano ancora non l'ho capito bene però suppongo che ieri notte mi parlasse e augurasse buona fortuna a suo modo, sbattendo le onde con tutta la forza contro le rocce a pochi metri dalle tende. Abbiamo girato mezza isola e ancora ho la nausea delle curve affrontate a gran velocità dalla Corolla color azzurrocieloalmattinopresto, ne è comunque valsa la pena perché ho fotografato paesaggi incantati e riconosciuto dei buoni amici. La colonna sonora del viaggio sono stati i cd di Raffa: Battiato, El Cigala, qualcosa di Dylan, Manu Chao...nella mia testa continuo a cantare Afterhours, 24 Grana e Moltheni. 05/10 COME VORREI CAMBIARE TUTTO. Non va via, Il ritornello di questa canzone non se ne vuole proprio andare dalla mia mente e così non va via l'odore di questa città, quest'aria fresca, il vento e ogni istante volato via lento quest'estate. ________________________________________ 05/10 STESO SUL BALCONE. Apro gli occhi e osservo confuso fuori attraverso le sbarre che, normalmente mi arrivano alla vita, ma che sdraiato mi danno un'altra dimensione della realtà: le luci del porto cercano nel mare le anime perse, i lampioni goffi come tutti i lampioni rispecchiano le luci gialle nell'acqua nera come la notte, le palme ti invitano a guardare oltre il ruido delle auto che transitano a tutta velocità, guardo più in là, le luci della città vecchia, il segnale della coca cola su uno dei primi grattacieli della città, le barche nel porticciolo ammassate senza un ordine mi rendono nostalgico. Ho terminato praticamente il mio lavoro qui, il video è finito, manca qualche ritocco ma penso d'esser soddisfatto. è quasi ora di tornare. Tornare a casa per poi ritornare a scappare. Che è ciò che mi viene meglio, a quanto pare. Non ho sonno e ascolto la colonna sonora della mia estate a Las Palmas. Non è tempo per ricordare, riflettere a fondo, pensare agli errori o ai momenti belli. Penso di rivedere ancora una volta il video prima di addormentarmi. "Steso sul balcone guardo il porto sembra un cuore nero e morto che mi sputa una poesia..." 29/09 LAS NUBES MONTADAS. Fuera de mi octavo piso entreveo nubes claras montadas que me invitan a esperar un poco más antes de ponerme el bañador y aprovechar de este fin de semana canario. Mejorará más tarde. Necesito el mar, despegar los ojos del ordenador e ir a la librería porque Borroughs me está buscando, a ver qué tiene que decirme. Necesito ver todo lo que no he visto hasta ahora en esta isla tan rara. No tengo tiempo para hacerlo y por tanto, necesito volver y volver más veces. Necesito una sonrisa extranjera y un consejo. Te necesito y me necesito a mi mismo. Necesito entender y necesito seguridades para después escapar de ellas, un barco para dar la vuelta por todos los puertos del mundo y hablar con Dom porque yo no sé llevar un barco y él sí. Necesito dejar de soñar porque no sé donde me llevará y necesito una palabra tuya para volver a hacerlo, sin miedo.
05/10 COME VORREI CAMBIARE TUTTO. Non va via, Il ritornello di questa canzone non se ne vuole proprio andare dalla mia mente e così non va via l'odore di questa città, quest'aria fresca, il vento e ogni istante volato via lento quest'estate. ________________________________________ 05/10 STESO SUL BALCONE. Apro gli occhi e osservo confuso fuori attraverso le sbarre che, normalmente mi arrivano alla vita, ma che sdraiato mi danno un'altra dimensione della realtà: le luci del porto cercano nel mare le anime perse, i lampioni goffi come tutti i lampioni rispecchiano le luci gialle nell'acqua nera come la notte, le palme ti invitano a guardare oltre il ruido delle auto che transitano a tutta velocità, guardo più in là, le luci della città vecchia, il segnale della coca cola su uno dei primi grattacieli della città, le barche nel porticciolo ammassate senza un ordine mi rendono nostalgico. Ho terminato praticamente il mio lavoro qui, il video è finito, manca qualche ritocco ma penso d'esser soddisfatto. è quasi ora di tornare. Tornare a casa per poi ritornare a scappare. Che è ciò che mi viene meglio, a quanto pare. Non ho sonno e ascolto la colonna sonora della mia estate a Las Palmas. Non è tempo per ricordare, riflettere a fondo, pensare agli errori o ai momenti belli. Penso di rivedere ancora una volta il video prima di addormentarmi. "Steso sul balcone guardo il porto sembra un cuore nero e morto che mi sputa una poesia..." 29/09 LAS NUBES MONTADAS. Fuori dal mio ottavo piano intravedo nuvole chiare montate che mi invitano ad aspettare un altro po' prima di indossare il costume e approfittare di questo fine settimana canario. Più tardi migliorerà. Ho bisogno di mare. Ho bisogno di staccare gli occhi dal computer. Ho bisogno di andare in libreria perché Borroughs mi sta cercando e vorrei vedere cosa ha da dirmi. Ho bisogno di vedere tutto quello che non ho visto finora qui, in quest'isola strana da morire. Non ho tempo per farlo e allora Ho bisogno di tornarci e ritornarci ancora. Ho bisogno di un sorriso straniero. Ho bisogno di un consiglio. Ho bisogno di te. Ho bisogno di me. Ho bisogno di capire. Ho bisogno di sicurezze per poi scappare da loro. Ho bisogno di una barca per girare tutti i porti del mondo, mi piacciono le città di mare, ho bisogno di parlare con Dom perché io non la so guidare una barca e lui sì. Ho bisogno di smettere di sognare perché non so dove mi condurrà e ho bisogno di una tua parola per ricominciare a farlo, senza paura. "J’ai besoin de la lune pour lui parler la nuit. J’ai besoin du soleil pour me chauffer la vie. J’ai besoin de la mer pour regarder au loin. J’ai tant besoin de toi tout à coté de moi". 24/09 LA GENTE STA MALE. Da bambino volevo diventare adulto perché desideravo esser trattato come tale, mi piacevano i discorsi seri, i concetti complicati i cantautori e le loro canzoni senza senso che da grande avrei capito. Quando si cresce si diventa tutti uguali, dicevo dentro di me, nel senso che tutti assimiliamo determinati concetti e principi basilari dello stare insieme: non sparare alla persona che non ti piace, non insultare le persone più grandi, bisogna mangiare con la bocca chiusa e non fare agli altri quello che non vorresti bla bla bla...da piccolo però ignoravo il funzionamento delle correnti, i cicli lunari, la cazzimma, la stupidità umana e altre cose. Da piccolo tutti sembravano grandi. Quando sono diventato adulto, quindi, ho cominciato a chiedermi perché la gente allo stadio dimentica l'evoluzione umana e assume le sembianze di un animale, perché gli uomini litigano e perché le donne si tagliano i peli delle gambe. Ad alcune domande ho trovato risposta però altre cose ancora le ignoro. Per esempio ignoro il perché la gente cerca di fregarmi in continuazione, perché alcuni non hanno il coraggio di guardarti negli occhi quando lo stanno facendo e perché mi ostino a giudicare la gente dalla stretta di mano. Andrò a letto pensando a tutto ciò. Dormirò sicuramente più di ieri. 21/09 LA SONRISA DE SAMBA. Hoy me siento bien, satisfecho, porque hoy he visto la sonrisa de Samba. Me ha sonreído cuando le he enseñado dos pasos de baile imitando el significado de su nombre, cuando en el mapa ha visto de donde venía y cuánto ha andado, cuando nos han traído los dulces, muchos, uno detrás de otro… se los ha comido diciendo que las cosas saladas no le gustan… Samba tiene la sonrisa más bonita del mundo aunque le falten casi la mitad de los dientes y los que pocos que tiene estén negros y torcidos; tiene la sonrisa espontánea de un niño de veinte años… _______________________________________ 21/09 LA SONRISA DE SAMBA. Oggi mi sento bene, soddisfatto, perché oggi ho visto il sorriso di Samba. Mi ha sorriso quando gli ho accennato due passi di danza imitando il significato del suo nome, quando nella cartina ha visto da dove veniva e quanto ha camminato, quando ci hanno portato dei dolci, tanti, uno dopo l’altro…se li è mangiati dicendo che non ama le cose salate…Samba ha il sorriso più bello del mondo anche se gli mancano praticamente la metà dei denti e i pochi che ha sono neri e storti, ha il sorriso spontaneo di un bambino di venti anni… 21/09 EL UNIVERSO DE CHOI. Esta tarde me he encontrado al señor Choi por casualidad. Le he contado mi fin de semana en Fuerteventura y en el Gran Tarajal. Me invita a su casa porque quiere contarme una historia. Nos abre su secretaria, me explica que aunque tiene las llaves, le encanta que alguien le abra la puerta de su casa, le encanta ser acogido por una persona ocupada o aburrida, feliz o triste, al teléfono, vestida o desnuda; le encanta ser acogido, en definitiva. Antes de empezar a contar su historia, me atrevo a preguntar sobre el futuro del archipiélago canario, le pregunto si seguirá siendo la frontera y la meta de la inmigración ilegal, además de ser un lugar donde refugiarse. El señor Choi cree intuir el futuro porque conoce bien el pasado y se arriesga a dar una previsión: me pregunta si conozco la historia de las estrellas y del universo, le confieso que no, -las estrellas que vemos desde aquí abajo tal vez están muertas desde no se sabe cuánto tiempo, pero nuestra percepción visual nos dice que viven porque seguimos viéndolas tan lejos como estamos del espacio. Lo mismo sucede con la percepción de la realidad que tiene quien no vive en la isla y quien no ve con sus propios ojos el cielo y la tierra sino a través de filtros: si vemos en la tele que todo va bien, pensamos que es verdad pero desde el momento que en la tele solamente vemos que todo va siempre mal, entonces es lo que pensamos- me dice de un sólo suspiro. Cree que en las islas seguirán llegando el inmigrante pobre y el turista rico y que, sin embargo, un día se confundirán el uno con el otro, que el problema de los clandestinos ya no será una prioridad, ni tampoco su llegada; se pensará en otra cosa y que quien los odia ya no sabrá odiarlos, habrá olvidado porqué los odiaba, porqué se odiaba al extranjero que llega a la isla y se empezará a mirar hacia otro lugar buscando nuevos enemigos para desahogar las frustraciones y la ansiedad de la vida… confieso no entenderlo mucho, como ya me ha pasado hablando con el señor Choi. Bebo té, sonrío a su secretaria que de vez en cuanto se une a nosotros… su sonrisa comprende cómo adoro sus dulces. _______________________________________ 21/09 EL MAPAMUNDI DE PABLITO. Mi amigo ha aceptado que lo entreviste para el documental que estamos grabando. Pablito ha viajado por todo el mundo, ha vivido el exilio en el Norte de Europa cuando su querida América era tierra de guerras civiles y dictaduras, ha vivido la cárcel y el frío de los jóvenes inmigrantes que intentan alcanzar Norteamérica en busca de la felicidad del dólar; y ahora vive, trabaja, ama y duerme en Las Palmas porqué aquí ha encontrado la paz y el tiempo para mirar su mapamundi… y reírse de los problemas cotidianos… 21/09 EL MAPAMUNDI DE PABLITO. Il mio amico ha accettato d'esser'intervistato per il documentario che stiamo girando. Pablito ha girato il mondo, ha vissuto esule in Nord Europa quando su querida America era terra di guerre civili e dittature, ha vissuto il carcere e il freddo dei giovani immigrati che cercano di raggiungere il Nord America in cerca della felicità del dollaro e adesso vive, lavora, ama e dorme a Las Palmas perché qui ha trovato la pace e il tempo per guardare al suo mappamondo...e ridere dei problemi di tutti i giorni... 19/09 L'UNIVERSO DI CHOI. Ho incontrato il signor Choi per caso questo pomeriggio. Gli racconto del weekend a Fuerteventura e di Gran Tarajal. Mi invita a casa sua perché ha detto che vuole raccontarmi una storia. Ci apre la sua segretaria, mi spiega che anche se ha le chiavi ama il fatto che qualcuno gli apra la porta di casa, ama il fatto di essere accolto da una persona indaffarata o annoiata, felice o triste, al telefono, vestita o nuda, ama il fatto di essere accolto, insomma.Prima che inizi a raccontare la sua storia azzardo una domanda sul futuro dell’arcipelago canario, chiedo se continuerà ad essere la frontiera e la meta dell’immigrazione illegale oltre ad un posto dove rifugiarsi. Il signor Choi crede di intuire il futuro perché conosce bene il passato e allora azzarda una previsione: mi chiede se conosco la storia delle stelle e dell’universo, confesso di no -le stelle che vediamo da quaggiù forse sono morte da chissà quanto tempo ma noi abbiamo la percezione visiva che vivano perché continuiamo a vederle da qua, lontani come siamo dallo spazio, lo stesso succede con la percezione che della realtà ha chi non vive sull’isola e chi comunque non vede con i propri occhi il cielo e la terra ma attraverso dei filtri: se vediamo alla tele che va tutto bene pensiamo che è vero però dal momento che alla tele vediamo solamente e sempre che va tutto male allora questo è quello che pensiamo- mi dice tutto di un fiato. Crede, insomma, che nelle isole continueranno ad arrivare il povero immigrato e il ricco turista e che però un giorno si confonderanno l’un con l’altro, che il problema dei clandestini non sarà più la priorità e così il loro arrivo, si penserà ad altro e che chi li odia non li saprà più odiare, avrà dimenticato il perché li odiava, perché si odiava lo straniero che arrivava sull’isola e si inizierà a guardare altrove in cerca di nuovi nemici per sfogare le frustrazioni e le ansie della vita…Confesso di non capirci molto, come già mi è capitato parlando col signor Choi. Bevo il tè, sorrido alla sua segretaria che ogni tanto ci raggiunge…il suo sorriso si rende conto che adoro i suoi dolci. 18/09 SEGUIMOS GRABANDO… Ayer grabamos un espectáculo que trataba sobre la posibilidad de cruzar las fronteras. Una metáfora muy bonita llevada a cabo por jóvenes actores de la calle. “Rompemos las fronteras que llevamos dentro”. _______________________________________ 18.09 RECUERDOS DE FUERTEVENTURA. Un fin de semana en Fuerteventura me ha dejado impresos en la mente bellísimos paisajes, adonde no ha llegado la brutal especulación inmobiliaria, que se alternan confusamente con zonas turísticas donde no se habla el castellano y me ha dejado impreso (no quiere irse de mi cabeza...) “Estadio Atzeca” una canción de Calamaro cantada con toda la voz por mis compañeras de viaje. Me ha dejado impreso el color azul claro del mar, el amarillo de la tierra, el polvo en el aire, el faro de la Entallada y muchas sonrisas...sin embargo, Fuerteventura me ha dejado también impreso en la mente el cementerio de Gran Tarajal donde se entierran algunos de los inmigrantes que murieron cuando intentaban atravesar el océano: sobre las lápidas (donde las hay) aparece escrito “inmigrante” y un número que los distingue… 18/09 SEGUIMOS GRABANDO...Ieri abbiamo registrato uno spettacolo incentrato sulla possiblità di attraversare le frontiere. Una metafora bellissima realizzata da giovani attori di strada."Rompemos las fronteras que llevamos dentro". 18/09 RICORDI DI FUERTEVENTURA. Un weekend a Fuerteventura mi ha lasciato impresso nella mente dei bellissimi paesaggi dimenticati dalla speculazione immobiliaria brutale spagnola che si alternano confusamente a zone turistiche dove non si parla castellano. Fuerteventura però mi ha anche lasciato impresso nella mente il cimitero di Gran Tarajal dove sono seppelliti alcuni immigrati morti nel tentativo di attraversare l'oceano: sulle loro lapidi ( laddove ci sono) compare la scritta "inmigrante" e un numero che li distingue... 17/09 ALL'OMBRA DEI CIPRESSI e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro? Ove piú il Sole per me alla terra non fecondi questa bella d'erbe famiglia e d'animali, e quando vaghe di lusinghe innanzi a me non danzeran l'ore future, né da te, dolce amico, udrò piú il verso e la mesta armonia che lo governa, né piú nel cor mi parlerà lo spirto delle vergini Muse e dell'amore, unico spirto a mia vita raminga, qual fia ristoro a' dí perduti un sasso che distingua le mie dalle infinite ossa che in terra e in mar semina morte?... Ugo Foscolo 17/09 GRAN TARAJAL (FUERTEVENTURA)...El inmigrante numero 1, numero 2, numero 3, numero 4, numero 5, numero 6...numero 20...numero 30...INFINITA TRISTEZA... 13/09 SI INIZIA A GIRARE. Oggi abbiamo iniziato a registrare le interviste per quello che nelle intenzioni vorrebbe essere un breve documentario sopra l'immigrazione qui alle Canarie. Es muy largo el camino... 2/09 LAS LLAVES DE LA FELICIDAD. He conocido al señor Choi hace unas cinco horas. Repito en voz alta sus palabras intentando encontrarles el sentido adecuado. He ido a su casa para hablar sobre inmigración asiática en la isla y no ha parado de hablarme de la búsqueda de la felicidad. El señor Choi es rico y seguramente no ha sufrido nunca el hambre que sufren los jóvenes que emigran hoy hacia nuestras costas. He hablado con él durante no más de una hora. Volveré a su casa. Su secretaria hace un café buenísimo y unas tartas incomparables. Durante este tiempo me ha dejado hablar para después contarme su teoría de la felicidad. ¿Para qué me sirve a mí su teoría? Según el señor Choi la felicidad reside en la última planta de un edificio. Las llaves del gran portón que cierra la entrada a los extranjeros se encuentra en el fondo de un agujero estrecho y profundo. Junto al agujero hay un pequeño cartel que indica la imposibilidad de bajar al fondo a recoger las llaves… y, por tanto, que es inútil intentarlo. Él piensa que el cartel miente y que las llaves no están tan abajo, quizás sólo a menos de medio metro… Según el señor Choi hay tres categorías de hombres: los que no entran en el agujero porque se creen el aviso del cartel, los que aunque no se fían tienen demasiado miedo de la oscuridad, y Él. Él bajó sin preguntarse demasiados porqués, encontró las llaves, abrió la puerta, entró por el portón y, por consiguiente, en la casa, habló con la felicidad y después volvió a bajar a poner las llaves en el agujero. Después decidió pasar el resto de su vida intentado convencer a la gente de entrar en el agujero sin conseguirlo nunca. Está convencido que la felicidad nos espera y espera allí, en el último piso, pero que la mayoría de la gente piensa que no existe o que no la alcanzará nunca o que… bueno… de todas formas esto no me lo ha dicho, aunque intento captarlo de sus palabras… 12/09 LAS LLAVES DE LA FELICIDAD. Ho incontrato il signor Choi circa cinque ore fa. Ripeto ad alta voce le sue parole cercando di trovargli il senso più adeguato. Ero andato per discutere di immigrazione asiatica sull'isola e non ha mai smesso di parlarmi della ricerca della felicità. Il signor Choi è ricco e probabilmente non ha mai sofferto la fame che soffrono i giovani che migrano oggi sulle nostre coste. Ho parlato con lui non più di un'ora. Tornerò a casa sua. La sua segretaria fa un ottimo caffè e delle torte senza paragoni. In questo breve tempo mi ha lasciato parlare per poi raccontare la sua teoria sulla felicità. Che me ne faccio io della sua teoria? Secondo il signor Choi la felicità risiede all'ultimo piano di un palazzo. Le chiavi dell'enorme portone che chiude l'entrata agli estranei si trovano in fondo ad un buco stretto e profondo. Fuori del buco c'è un piccolo cartello che indica l'impossibilità di scendere in porfondità fino a raggiungere le chiavi...è perciò inutile tentare. Secondo lui il cartello mente e le chiavi non sono così in basso, forse a non più di mezzo metro in profondità... Secondo il signor Choi ci sono tre categorie di uomini: quelli che non entrano nel buco perché si fidano della scritta, quelli che anche non fidandosi hanno troppa paura del buio e Lui. Lui è sceso senza chiedersi troppi perché, ha trovato le chiavi, ha aperto la porta, è entrato nel portone e quindi nella casa, ha parlato con la felicità e dopo è sceso e ha rimesso le chiavi nel buco. Ha quindi deciso di trascorrere la vita intera cercando di convincere la gente ad entrare nel buco senza mai riuscirci. E' convinto che la felicità ci spetta e aspetta lì all'ultimo piano ma che la maggior parte della gente pensa che non esista o che non la troverà mai o che...vabbè boh, comunque questo non me l'ha detto ma cerco di captarlo dalle sue parole... _______________________________________ 04/09 S'I' FOSSE FOCO, arderei 'l mondo; s'i fosse vento, lo tempestarei; s'i fosse acqua, i' l'annegherei; s'i fosse Dio, mandereil' en profondo; s'i fosse papa, allor serei giocondo, ché tutti cristiani imbrigarei; s'i fosse 'mperator, ben lo farei; a tutti tagliarei lo capo a tondo. S'i fosse morte, andarei a mi' padre; s'i fosse vita, non starei con lui; similemente faria da mi' madre. Cecco Angiolieri _______________________________________ 04/09 UN NUEVO DIA...Me he despertado en Las Palmas. Me he despertado con la pesadilla de la muerte unida a la inmigración clandestina. Me he despertado con las ganas de contar lo que está pasando n este lugar y en otros, en las miles periferias de la fortaleza Europa _______________________________________ 04/09 UN NUEVO DIA...Mi sono svegliato a Las Palmas. Mi sono svegliato con l'incubo della morte legata all'immigrazione clandestina. Mi sono svegliato con la voglia di raccontare quello che sta succedendo da queste parti e altrove, nelle mille periferie dell'Europa fortezza... 01/09 GRANADA Un fin de semana granadino me hace retroceder algunos meses en el tiempo. Granada es la misma, y yo también seguramente. Los bares siempre llenos, la búsqueda de una mesa o de una esquinita para quedarse y no tener que buscar otro sitio donde beber algo en compañía de buenos amigos… una hora aquí y después otro bar, y así hasta tarde… Granada es la misma y seguramente yo también… las calles de la ciudad se pueblan con el pasar de las horas, con los chicos que dibujan en BibRambla, las gitanillas que intentan venderme el futuro leyéndomelo en la mano, la ciudad se llena… busco una casa, he visto demasiadas, ya no las reconozco; alquilan cocheras, agujeros, sótanos, cuevas, de todo para todos… 1/09 GRANADA. Un weekend granadino mi riporta indetro di qualche mese. Granada è la stessa, io pure probabilmente. I bar sempre pieni, la ricerca di un tavolino o di un angoletto per restare e non cercare un altro posto per bere qualcosa in compagnia di buoni amici...un'ora qui e dopo in un altro bar e così fino a tardi...Granada è la stessa e probabilmente io pure...le vie della città si popolano col passare delle ore, dei ragazzi disegnano a BibRambla, delle giovani gitane provano a vendermi il futuro leggendolo nella mano, la città si riempie...cerco una casa, ne ho viste troppe, non le riconosco più, affittano garage, buchi, scantinati, grotte, tutto per tutti... un weekend a Granada mi ricorda il presente e il futuro...lunedì torno a Las Palmas. Ho voglia di immortalare il presente nella mia testa. 24/08 BENVENUTO A ROMA. Sono arrivato. Sono stato poco tempo. Troppo poco. Sono andato via. Tornerò. _______________________________________ 23/08 ONE NIGHT IN LAS PALMAS...and one day in Barajas. Le ore nell'aeroporto sono passate senza lasciare traccia. Non ho dormito a Las Palmas e alle 6 30 ho iniziato a russare nell'aereo per Madrid. Deduco d'aver disturbato nel sonno dal fatto che ognitanto mi svegliava un colpo su una spalla o sul tavolino di fronte a me...seduto nel T1 attendo l'aereo che mi porta a Roma. Barajas è un aeroporto enorme, caotico, pieno di segnali, di lavori in corso e con l'aria condizionata che ti gela. Ho dormito nel bar del terminal su un divano rosso passione. Ancora cerco invano di svegliarmi. Attendo emozionato di arrivare a Roma.Di dormire un po'. Di prepararmi per il grande evento.... 22/08 PARTIRE VIAGGIARE NON FERMARSI MAI. Vado a casa. Per un po'. Poi a un'altra casa. Per un altro po'. E poi torno qui...Qual è la mia città? Partire viaggiare non fermarsi mai...a pensare... _______________________________________ 22/08 PARTIR VIAJAR Y NO PARAR NUNCA. Me voy a casa. Para un poco de tiempo. Y después me voy a otra casa. Para otro poco de tiempo. Y después vuelvo aqui...¿Cual es mi ciudad? Partir, viajar, no parar nunca...a pensar... _______________________________________ 22/08 GLI AEROPORTI SI ASSOMIGLIANO. Lascio Las Palmas all'alba. Destinazione Roma per il grande evento e dopo di nuovo in Spagna, verso Granada e quindi di ritorno a Las Palmas...gli aeroporti sono dei posti buffi, la gente si comporta seguendo degli schemi che nessuno ha dettato. nessuno esce dalle regole.quasi mai...gli aeroporti spesso si somigliano, parti e arrivi e ti semba di esser nello stesso posto, solo la voce della gente ti permette di capire dove sei atterrato, ti fa capire che sei arrivato a casa o che davvero l'hai lasciata... 18/08 SIAMO MINUSCOLE BOLLICINE NEL MARE. La luce di questo sabato mattina, il sole sopra di me, le ore che mi sfuggono, i pensieri allucinati etc. mi fan pensare al fatto che siamo semplici gocce di pioggia, minuscole bollicine nel mare, granelli insignificanti di sabbia, sassolini nell'asfalto etc...insomma non siamo nulla! O forse siamo quello che ci vogliono far credere, ossia, nulla oppure tutto...oggi, anche se sono consapevole di essere un granello (etc) mi sento un utile infinità, importante, sencilla pero necesaria, vera, viva, reale etc... Io sto bene, io sto male io non so cosa fare... 14/08 CAOS. La mia testa ha fatto una capovolta, è caduta, s'è rialzata ed è tornata a cadere...mi sono svegliato con i pensieri frullati, le idee shakerate, ho perso i miei principi sani in un bicchiere di Vov, il caos mi spaventa, l'equilibrio m'ha abbandonato...il caos mi confonde e mi attrae, ridatemi le mie convinzioni, che me ne faccio di tanti dubbi, che ci faccio? ______________________________________ 13/08 AZZURRO/MENTIRA. Todo es mentira, todo, también el cielo azul de esta tierra... 13/08 SIAMO PICCOLI PICCOLI. Questo fine settimana ho attraversato le dune che dal Faro arrivano alla playa del Ingles. E' una passeggiata faticosa soprattutto perché il sole picchia forte fino a tardi. E' interessante attraversare questa specie di deserto perché ci si rende conto di quanto piccoli siamo in confronto alla grandezza della natura, siamo piccoli piccoli dentro a un sistema meraviglioso e immenso...ah, ci si rende conto anche di un'altra cosa: siamo piccoli ma non innocenti...il deserto è impressionante, il colore nitido della sabbia lascia a bocca aperta, la luce è intensa...ancora più impressionanti sono però gli hotel costruiti nelle vicinanze e i centri commerciali che noi uomini piccoli piccoli abbiamo costruito là dove la natura aveva deciso mettere calda sabbia gialla e infinita...Il vento soffia forte alle Canarie e la arena ti pizzica gli occhi, prova a confonderti, sei costretto a chiuderli, ti invita a non guardare cosa ha fatto l'uomo là dove c'era deserto splendido e ora mostruose costruzioni... 09/08 ______________________________________ 09/08 ______________________________________ 09/08. NO FRONTERAS. Me gustaría que no existieran fronteras. Igual que a cualquiera. O quizás no a cualquiera, no lo sé. De todas formas me gusta la idea. Me gustaría que todos viviéramos en el Mundo, no yo en España, tú en Italia y el otro en Alemania. Que todos viviéramos en el mundo y punto. Me gusta la idea sin una razón en especial… aquí en España el nacionalismo, regionalismo, “ciudadanismo”, etc., se siente y se vive mucho, (demasiado) y por motivos banales se hacen guerras ideológicas y se recuerdan mitos y civilizaciones muertas y sepultadas desde hace años, el porqué no consigo entenderlo realmente, o mejor dicho, puedo llegar a comprender los motivos de los políticos pero no el porqué se interesan por el tema las personas a las que la política no les da de comer. Por qué odiar al vecino que viene de la otra parte el mundo o simplemente de otra región o ciudad: no lo entiendo. Si Italia o España se llamaran sencillamente Mundo seríamos todos vecinos, todos de la misma tierra, o bueno, también esto es un error, claro, parecería casi una dictadura estalinista y bla bla bla… y también de todas formas habría otros motivos por los que odiarnos los unos a los otros. Está bien… mañana será otro día. ______________________________________ 07/08 NO HAY JUSTICIA. Da quando sono arrivato ho ascoltato un bel po' di racconti. storie d'orrore e di gioia. Alcune felici (o almeno con un lieto fine) e altre tremende, crude, così reali che ho paura di ricordarle...sto pensando di scrivere dei brevi articoli ma ho bisogno di tempo. Ho bisogno di assimilare il fatto che no c'è giustizia, che la giustizia è una bellissima illusione in cui credere ma che non è reale, è una speranza in cui credere follemente... 07/08 PÁJAROS EN LA CABEZA. Hoy tengo pájaros en la cabeza y no sé porque...todo el mundo está de vacaciones así que aprovecho para descansar yo también...il riposo forzato è una maniera per impazzire facilmente. Il ritmo rallenta e lentamente mi trovo senza nulla da fare...dove sono finiti tutti gli immigrati? L'impressione è la seguente: se nessuno si interessa al problema (sono tutti in vacanza) il problema non esiste. D'altronde sono solo un paio di settimane all'anno... 07/08. NO FRONTERAS. Mi piacerebbe che non ci fossero frontiere. A quasi tutti d'altronde. Oppure no, questo non lo so. Comunque mi piace l'idea. Mi piacerebbe che tutti vivessimo nel Mondo, no io in Spagna tu in Italia e l'altro in Germania. Che tutti vivessimo nel mondo e basta. E non per chissà quale motivo profondo ma solo perchè mi piace l'idea...qui in Spagna il nazionalismo, regionalismo, cittadinismo etc è sentito e vissuto molto (troppo) e con motivazioni futili si fanno guerre ideologiche e si tirano fuori miti e civiltà morte e sepolte secoli fa...il perchè non riesco a capirlo profondamente...o meglio posso arrivare a capire le motivazioni dei politici ma non al perchè si interessino al tema le persone che della politica non fanno il loro pane. Perchè odiare al vicino che viene da un'altra parte del mondo o semplicemente da un'altra regione o città?..boh non lo capisco...se Italia e Spagna si chiamassero semplicemente Mondo saremmo tutti vicini, tutti della stessa terra...vabbè pure questo è sbagliato, certo, sembrerebbe quasi una dittatura stalinista e bla bla bla...e poi comunque ci sarebbero altri motivi per odiarci l'un l'altro...vabbè ci dormo su... 26/07 26/07 CHE COSA SONO LE NUVOLE? Alla fine del film Otello e Jago semi sepolti dai rifiuti della discarica si accorgono del cielo sopra di loro e delle nuvole bianche. "che so' quelle”, chiede Otello. “Sono le nuvole”, gli risponde Jago. “E che so' le nuvole?” “Quanto so' belle!” replica Otello...la riflessione di Pasolini sulla libertà, sulla nostra esistenza mossa dai copioni che recitiamo, mi fa pensare alla vita come a un carcere dove si esce solo con la morte. Ci rendiamo conto delle nuvole, del cielo quando è troppo tardi, spendiamo la vita preoccupandoci delle cose superflue, dell'odio, dell'invidia senza renderci conto delle nuvole che abbiamo sopra di noi, senza accorgerci che siamo soli e dovremmo unirci, dovremmo smettere d'odiare...Domani sera, sulla spiaggia de las Canteras una piccola cerimonia ricorderà la morte di 57 ragazzi che non ce l'hanno fatta a raggiungere le Canarie, che sono morti nel tragitto, nel naufragio. Insieme a loro, l'oceano ne ha seppelliti altre centinaia o migliaia, non lo so...inizio a capire il rumore dell'oceano e le parole del mare... _________________________________
24/07 22/07 esta noche el cielo y el mar se confunden. su color es oscuro e intenso. todos se han ido a casa, sólo ha quedado el ruido del océano. es tarde y quizás también yo debería irme a dormir. no entiendo el lenguaje del mar y no sé si lo entenderé algún día.
24/07 LE PERSONE. Oggi mi piace passeggiare per Leon y Castillo e osservare facce già meno sconosciute. Mi piace il sorriso della signora che nel bar de las Canteras mi vende un gelato e sa che tornerò anche domani. Mi piace la ragazza del Mozart a cui accenno "puedo utilizar el ordenador" e annuisce senza dire nulla perchè troppo indaffarata. Mi piace vedere la Mtv al Tropical e leggere El pais con il sottofondo di una canzone pop. Mi piacciono soprattutto le storie che quest'isola mi sta raccontando. Las Palmas sembra un rifugio per vecchi marinai che hanno girovagato per il mondo. Ho parlato di nuovo con Dom. Mi ha raccontato della paura del mare in tempesta, dei mesi senza toccare terra e di quelli senza vedere una donna, dei suoi amori lontani, delle cose a cui ha rinunciato il giorno che ha voluto fermarsi definitivamente, della vita in Colombia, dei figli e amici lontani che non sono più suoi o forse sì. Dom non sa di aver vissuto dieci vite in una... 23/07 WHEN IN ROME DO AS THE ROMANS. El tiempo vuela rápido. es lunes y ya llevo aquí más de dos semanas. admito que trabajar me cuesta mucho. cuesta levantarse por la mañana pronto, acostarse por la noche. no creo ser el único de todas formas, aunque ningun isleño lo quiera admitir, aquí el trabajo es el último de los pensamientos. por suerte o por desgracia, no sabría decirlo, yo sigo con mis trabajos, con mis estudios, tengo miedo de adquirir el ritmo de la isla aunque no lo rechazo...sigo con las entrevistas... 22/07 Il cielo e il mare stanotte si confondono. Il loro colore è intenso e scuro. Sono tutti andati a casa, è rimasto solo il rumore dell'oceano. E' tardi e forse pure io dovrei andarmene a dormire. Non capisco le parole del mare e non so se le capirò mai. 20/07 NOTTE. Altri immigrati sono morti nei nostri mari. Non possiamo fare nulla. Non possiamo fare nulla. Cos'è che mi spaventa tanto stanotte? Esattamente questo. Non possiamo decidere il destino degli altri e neppure il nostro, probabilmente. Allora mi siedo sulla spiaggia e aspetto. Aspetto che il vento cambi, la marea cambi, il mare si alzi e le onde si facciano imponenti e nessuno arrivi più su queste spiagge. Nessuno deve più morire. Nessuno deve più morire nel tentativo di arrivare qui. Dovremmo gridare che il viaggio non vale il prezzo del biglietto, il viaggio non vale il prezzo di una morte probabile. E allora vado sulla spiaggia e mi metto a gridare. Forse qualcuno m'ascolterà. Forse qualcuno non partirà. Forse. No, non ci credo. Non possiamo decidere il destino degli altri. E allora lasciamoli morire. Sono solo numeri. Sarebbero morti ugualmente, cerco di pensare nella mia testa, sarebbero morti di fame di malaria di febbre di sete etc. O forse non sarebbero morti ma vengono qui a morire. Vengono a dirci qualcosa. Non vengono a dirci nulla. Vogliono solo un'altra vita. Oppure no. Non lo so. Che ne so io cosa vuole l'altro. Non lo so. Io intanto continuo a urlare, non si sa mai. Non venite qui, vi hanno raccontato solo bugiee! Al largo intravedo una barca. Dei pescatori mi chiedono di stare zitto. Dicono che così i pesci scappano e loro non mangiano. Dobbiamo tutti mangiare. Dobbiamo tutti bere e vivere. Non tutti possiamo decidere dove. E come. Torno a casa. Sono stanco e perso. Cosa ci faccio qui? Dovevo vedere la realtà. E la realtà è atroce.
17/07 16/07 17/07 HACE UNOS DIAS RECIBI UN MAIL DESDE EL CAMINO DE SANTIAGO...ayer me llegaron también unas cuantas fotos que me han dado ganas de planearme un viajecito por alli...prima o poi chissà.. 17/07 SCRIVO DI NOTTE(Scrivere di notte è una dote che non penso di possedere). Oggi ho attraversato la città in cerca del Patio de las Culturas. L'ho trovato, era chiuso e non mi hanno aperto. Ma andiamo con ordine. Per trovarlo ho camminato molto: Las Canteras, Santa Catilina, Calle Leon y Castillo, La Vegueta, il porto etc...Nel cammino ne ho approfittato per fotografare le vie di Las Palmas. Sono passato per la calle del sexo, della trasgressione, una via con edifici di uno o due piani dove le donne si prostituiscono sulla porta di casa. Ti invitano ad entrare nella loro reggia. Da fuori si intravede un arredamento squallido, moquette vecchia nel pavimento, quadri comprati al mercato y poco más...I protettori si guardano intorno e il tutto sembra una scena di un vecchio film venuto così così...continuo la ricerca del Patio e mi imbatto nei preparativi per la processione di una Virgen. Sono nel barrio de la Vegueta. Sembra una vecchia città coloniale e alle finestre le bandiere avvertono della celebrazione. Mi spiegano che oggi si festeggia la Virgen del Carmen. Ho fretta e assisto solo in parte al rito. Con la testa torno all'inverno andaluso e alle sue numerose feste religiose. Il Patio de las Culturas si trova in un antico edificio, bello e verde. Dei ragazzi mi suggeriscono di provare domani mattina. Il Patio de las Culturas è un organizzazione che si occupa di Immigrazione e io avrei dovuto parlare con un membro dell'associazione...devo abituarmi ai ritmi dell'isola. Lenti e rilassati. Se non mi ci abituo in fretta finirò per agitarmi o innervosirmi. Spero di non correre il rischio...nooo... 16/07 IMPRESSIONI(DI UN FINE SETTIMANA TERMINATO)...Sfoglio gli appunti del mio libretto: sono stanco, ho lavorato molto, troppo. osservo i surfisti sulla spiaggia. alcuni sono più bravi di altri. ho conosciuto un ragazzo con una storia da raccontare. si chiama Dom, ha vissuto 9 anni della sua vita su una barca cinese pescando tonno. ha girato tutto il mondo. davvero. ha poco più di 30 anni, la faccia e il corpo da bambino ma molta più forza di me. mi racconta che lo pagavano poco, che i tonni erano enormi, che in Irlanda non esisteva il sole, che in Colombia voleva aprirsi un bar e lasciare la barca e che alla fine si è fermato a Las Palmas, ha messo su famiglia, lavora tanto, ha un figlio che si chiama come lui e che sono anni che non torna a casa...ho pensato alla nostalgia. 13/07 MÁS IMPRESIONES. En el paseo marítimo el viento sopla fuerte, te entra en la cabeza a través de los oídos y sigue moviéndose dentro, y no te deja en paz. A mí no me deja en paz. Del mismo modo, un pensamiento fijo me da vueltas en el cerebro: descubrir por qué nos torturamos los unos a los otros, por qué no podemos vivir todos en la misma isla, en las mimas condiciones, con las mismas oportunidades e igualmente ser libres para dejarla, salir, viajar, buscar en otros lugares… como un animal enjaulado, miles de personas extranjeras viven encerradas, algunas en centros para inmigrantes, otras en la calle, etc., miles de inmigrantes esperan en la isla un permiso para pasar a la península, un pasaje a la otra parte con la esperanza de poder construir una vida; todos deberíamos poder vivir la vida que deseamos. 13/07 IMPRESSIONI(altre). Sul lungomare il vento soffia forte, ti entra nella testa attraverso le orecchie e continua a correrti dentro, non ti da pace. A me non da pace. Così allo stesso modo un pensiero fisso mi circola nel cervello, scoprire perchè ci torturiamo l'un l'altro, perchè non possiamo vivere tutti sulla stessa isola, nella stessa condizione, con le stesse opportunità e con la stesse opportunità lasciarla, andare via, viaggiare, cercare altrove... Come l'animale in gabbia, migliaia di persone straniere vivono rinchiusi, alcuni nei centri per immigrati, altri per strada, altri in strutture di accoglienza, altri arrangiandosi, migliaia di immigrati aspettano nell'isola un lascia passare per la penisola, un pasaggio all'altra parte nella speranza di poter costruirsi una vita...tutti dovremmo poter vivere la vita che vogliamo. 12/07 IMPRESIONES. Los días aquí vuelan. El ruido del océano es impresionante. La gente parece especialmente amable. Yo observo todo e intento sacar fotos de cada respiro con la intención de entender más, de ver todo y comprender… pienso en todo lo que tengo que hacer, mi verano en las Canarias ha empezado desde hace pocos días. UN MAIL ME HA LLEGADO DESDE EL CAMINO DE SANTIAGO... Hola querido, me alegra ver tu email en esta noche fria aqui en Lyon. Iba a acostarme ya, estoy preparando todo que manana me vuelvo a España. Tengo muchas impresiones que contarte en general pero sobre todo de mi camino de Santiago. Me he acordado un monton de ti si te soy sincera porque sé que es algo que a ti te encantaria hacer. Hemos andado mucho, he reido, he pensado, se conoce, se intercambia... pero ante todo significa (es una de las formas de verlo) apreciar algo que tenemos tan a la mano como es la naturaleza, los animales.. es una experiencia a descubrir y que quiza, quien sabe, un dia haremos juntos.. yo ahora sé que un dia lo quiero hacer de verdad, mas tiempo al menos.. y ahora tendre que empezar desde donde lo deje aqui en Francia.. quiza hagamos otra etapa en familia en septiembre.. de hecho te queria mandar una postal pero todavia espero tu direccion de las palmas, pero en fin, el camino de santiago es algo que hay que vivir y que cuesta explicar, es algo muy personal y para cada uno puede significar una cosa.. quiero escribir algo para tu pagina como te dije asi que insisteme que soy un poco gandula para eso que lo hare... ..ahora te dejo que manana me toca un largo dia de viaje destino mi casa... Si me pongo a pensar en los kilometros que recorro en tan poco tiempo... ENTRE PLÁTANOS Y CUCARACHAS Si tuviera que elegir un título para un posible relato sobre mis primeros días en las islas Canarias, podría elegir entre varias opciones: la primera sería reflexionar sobre el hecho de que es la primera vez en mi vida que vivo en una ciudad de mar, puesto que he pasado mis primeros veinticinco años en ciudades famosas por sus ríos, pero no por un océano tan imponente. Por tanto, optaría por: “mis primeros días con el océano” o algo parecido. El segundo título apostaría más sobre los motivos que me han traído a esta isla y entonces pensaría en las diferencias entre el turista y el emigrante, según Bauman, y que en esta isla conviven sin confundirse en un modo casi sorprendente, así que podría optar por algo como: “el turista y el emigrante en la isla de los rascacielos”. Por último, creo que si realmente tuviera que escribir un relato, eligiría “entre plátanos y cucarachas” que, sin duda, sería el título más adecuado para describir mis primeros días aquí, ya que esta fruta es la más accesible para mi bolsillo, y las cucarachas, mis compañeras, aunque aún no sé si fieles o no, que comparten conmigo y con otras tres personas un piso en la quinta planta de un edificio en el centro de las Palmas… 12/07.Le Canarie sono una frontiera tra il nord e il sud della terra. Qui si manifestano le contraddizioni del mondo attuale e le conseguenze sono purtroppo atroci (soprattutto per i deboli) ...l'uomo è malvagio, l'uomo non sa guardare alla storia con umiltà e saggezza, l'uomo pensa solamente a sterminare se stesso (e nel minor tempo possibile...) 11/07Sigo buscando los matices de esta tierra. Las Palmas ofrece una variedad de playas y un océano impresionante, pero también unos aspectos más escondidos o camuflados, entre otros, el ser un sitio de frontera entre el sur y el norte del mundo. Es probable que al llegar aquí no se reflexiona sobra este aspecto y se aprovecha para disfrutar de la brisa agradable y del mar que rodea todo. Es cierto que de todas formas deberíamos hacerlo, deberíamos tener en mente lo que de verdad pasa aquí y sobre todo por qué... En la misma isla viven dos mundos diferentes que no entran nunca en contacto directamente. La diferencia no se manifesta más que a través de una mirada más profunda de la realidad. Estoy hablando de la convivencia entre ricos y pobres, de nosotros y de los otros, del blanco rico y del negro pobre, del europeo ciudadano y del clandestino. El rico durante el día está tumbado en las playas de las Canteras o del Sur descansando del estrés de todo un año de trabajo mientras que en la Aldea los pobres recogen tomates todo el año en la isla donde no hay invierno... 10/07. ENTRE PLATANOS Y CUCARACHAS. Se dovessi scegliere un titolo a un eventuale racconto sopra i miei primi giorni nelle isole Canarie, potrei scegliere tra varie opzioni: un primo titolo cercherebbe di riflettere sul fatto che è la prima volta in vita mia che vivo in una città di mare, ho passato i miei primi venticinque anni in città famose per i loro fiumi e non per un oceano così imponente. Perciò opterei per qualcosa del tipo " i miei primi giorni con l'oceno" o qualcosa di simile. Il secondo titolo punterebbe più sulle motivazioni che mi hanno spinto sull'isola e allora penserei alle categorie del turista e del migrante, studiate da Bauman e che in quest'isola convivono senza confondersi in un modo quasi sorprendente e allora potrei titolare "il turista e il migrante nell'isola dei grattacieli" o qualcosa di simile. Infine, penso che se dovessi proprio scriverlo un racconto, sceglierei "entre platanos y cucarachas" che senza dubbio è il titolo più azzeccato per descrivere questi primi giorni qui. Los platanos(le banane) sono la frutta più famosa e il cibo più accessibile per le mie tasche e las cucarachas (gli scarafaggi) i miei compagni, fedeli o no ancora non so, che vivono con me e altre tre persone un quinto piano di una casa nel centro di Las Palmas... 09/07Aquí, desde mi habitación canaria, sueño con realizar mis proyectos y sobre todo, con poder vivir en un mundo mejor, de hacer algo útil para la construcción de un sitio más justo para tod@s... ..menudo, y por divertirse, los marineros ..." C.Baudelaire 08/07.BIENVENIDO A GRAN CANARIA He dejado Roma y ahora estoy en Las Palmas de Gran Canaria. Intentaré reflejar la realidad de la isla y sus diferentes matices. He llegado aquí con la intención de entender el problema migratorio o por lo menos espero poder conseguir algunas imágenes y apuntes sobre el tema, intentaré describir el problema aquí, en este lugar de frontera entre el norte y el sur del mundo…
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